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sabato 23 febbraio 2013

Macchine stranamente ribelli (4ª Parte - Mille Piani)


Credit: Tommy Ingberg – Get in Line
Se L'Anti Edipo è animato dalle "macchine desideranti", la seconda parte della riflessione di Deleuze e Guattari su capitalismo e schizofrenia, ossia Mille Piani, è invece pervasa dalla incessante azione produttiva delle "macchine astratte". Il concetto di macchina astratta non è semplice da comprendere (le stesse macchine desideranti sono macchine astratte) in quanto contiene in sé una duplice natura: quella di essere al tempo stesso reale ed astratta (un pò come un quadro astratto e le sue mille possibilità di espressione e contenuto).

La macchina astratta è reale in quanto produce i concatenamenti macchinici di cui abbiamo parlato (e di cui la ribellione e la gregarietà sono una componente importante), che possono essere sia concatenamenti di enunciati che concatenamenti di corpi (nel senso stoico di qualsiasi materia formata), ma è al tempo stesso astratta in quanto è una macchina (in realtà ci sono molteplici macchine astratte e lo vedremo) di tipo diagrammatico ed analogico-inferenziale, che agisce concatenando materia e funzione come un a priori - condizione di possibilità che interviene su espressione e contenuto quando sono ancora indistinti e, per così dire, contemporaneamente sia segno che particella (un "segno-particella" o "particola"), innescando il processo macchinico della loro suddivisione e di contestuale e continuo interscambio di flussi di quanta di deterritorializzazione relativa.

L'elaborazione del concetto di macchina astratta, da parte di DG, prende le mosse dalla semiotica di Hjelmslev  in cui c'è una griglia linguistica i cui elementi sono MATERIA (come "continuum"), ESPRESSIONE e CONTENUTO, FORMA e SOSTANZA, per poi distaccarsene in quanto l'origine di tale griglia non è, a loro avviso, linguistica (Deleuze e Guattari sono "post-strutturalisti"), ma socio-politica, e quindi essa inerisce ad una pragmatica che i nostri assimilano alla schizoanalisi.

Credit: Emanuela Harris Sintamarian - Every Object is Modify by Onlooker 
Dunque, riassumendo, possiamo dire che la macchina astratta è una macchina empirico-trascendentale, nel senso che è reale (ma non concreta) ed è un "a priori", cioè una condizione di possibilità (non è un' invariante, ma è sempre invece empiricamente e storicamente determinata, cioè singolare) per i concatenamenti macchinici che essa produce e che la effettuano (senza macchina astratta non si producono concatenamenti).

Il suo “status” di astrazione (che può essere assoluto o relativo) implica che non è una struttura, ma è piuttosto un diagramma di materia e di funzione (quindi uno "schema analogico astratto" non formato e di “tipo inferenziale”), che concatena espressioni e contenuti (potremmo parlare di una sorta di macchina analogica ad apertura logica, facendo riferimento al concetto elaborato della scienza della complessità) a partire da quando sono ancora “segno-particella” (indistinti).


Quando l'astrazione è assoluta, essa produce il Piano di Consistenza (macchine astratte di consistenza che producono il CsO e quindi un nuovo piano di immanenza), ma non solo: ci sono anche altri tipi di macchina astratta, cioè le macchine astratte di stratificazione (significanza, soggettivazione, interpretazione, organizzazione) e le macchine astratte surcodificanti o assiomatiche (es. il Capitalismo, lo Stato, il Partito) in cui l'astrazione è relativa.

Credit: Benoit Curti

Il diagramma, lo ripetiamo, agisce sulla materia e usa la funzione (la materia come “continuum” e “massa amorfa”, la funzione come “macchina iconico-analogica inferenziale”), come ad es. una formula algebrica o una topologia geometrica da cui si deducono altre proprietà algebriche e geometriche, anche se qui l'astrazione è già "stratificata"; il diagramma agisce su espressione e contenuto contemporaneamente e prima che si “dividano”.
Un esempio è la “carta topografica”, dove la materia non è formata “fisicamente” e la funzione non è formata “semioticamente” (non si può parlare, al livello diagrammatico, né di sostanza né di forma di espressione e di contenuto, ma solo di tratti o di punte di contenuto e di espressione che si commutano, confondono e coinvolgono a vicenda: il segno e la particella sono “segni-particelle - particole” in uno stato di deterritorializzazione assoluta).


Dalla macchina astratta dipende la natura dei concatenamenti, che si esplica su un doppio asse: quello orizzontale con un doppio segmento di contenuto e di espressione in cui al segmento di contenuto è associato il concatenamento macchinico di corpi, azioni e passioni (trama e mescolanza dei corpi), mentre al segmento di espressione è associato il concatenamento collettivo di enunciazione (trasformazioni incorporee, atti linguistici); quello verticale ha un segmento di territorializzazione (lati territoriali) e un segmento di punte di deterritorializzazione.
Il concatenamento è, dunque, tetravalente e la sua macchinicità dipende dalla macchina astratta, sempre singolare ed immanente.

E' importante notare che espressione e contenuto sono funzionalmente indipendenti, ma si presuppongono reciprocamente (relazione di isomorfismo).
L'espressione non rappresenta il contenuto, ma agisce su di esso, interviene, in modo tale che i segni lavorano le cose ed al tempo stesso le cose si estendono e si dispiegano attraverso i segni.
Credit: Christophe Kiciak - Exodus

Le forme di contenuto e le forme di espressione sono inseparabili da un movimento di deterritorializzazione che le trascina e la loro presupposizione reciproca (isomorfismo) può essere vista come una comunicazione che avviene per coniugazione dei loro quanta di deterritorializzazione relativa in cui il contenuto agisce sull'espressione e viceversa (una sorta di interazione che si esplica come in un “campo quantistico” in cui espressione e contenuto si modificano continuamente a vicenda restando sempre “entangled”, ma generando continue differenze).

In questa griglia di analisi, la materia è il corpo liscio del corpo senza organi, l'espressione è l'insieme delle strutture funzionali, il contenuto l'insieme delle materie formate e sia l'espressione che il contenuto sono composte da sostanza e forma e DG ribadiscono più volte che la distinzione fra espressione e contenuto è reale, mentre quella fra sostanza e forma è mentale o modale.

La macchina astratta, intesa come macchina di stratificazione e di surcodificazione, da' luogo ad una sorta di geologia morale caratterizzata da una doppia articolazione degli strati in cui la prima articolazione vede un  prelievo di flussi particellari molecolari o quasi-molecolari metastabili (sostanze) alle quali impone un ordine statistico (forme) di collegamenti e successioni (la “stratificazione”) e una seconda articolazione in cui si produce una sistemazione di strutture stabili, compatte e funzionali (forme) in composti molari dove queste strutture (sostanze) si attualizzano (il “corrugamento”).

Ne consegue che oltre ai seguenti quattro tipi di semiotica (in questa sede si esula da un loro dettaglio, ma si rinvia ad una intuizione del lettore o, auspicabilmente, ad un approfondimento sul testo originale):

A. significante (dispotico-paranoica, macchine imperiali, statuali, dispotico-barbariche, capitalistiche); B. pre-significante (tribù “selvagge”, rituale, macchine territoriali); C. contro-significante (macchine nomadi, macchine da guerra, il Numero, il Segreto); D. post-significante (soggettivazione, passionale-autoritaria, macchine di individuazione ed assoggettamento, ma anche di fuga e di tradimento), 

per Deleuze e Guattari ci sono anche quattro componenti della pragmatica-schizoanalisi, ossia quelle:
A. generativa; B. trasformazionale; C. diagrammatica; D. macchinica.

Le semiotiche sono sempre miste (cioè simultaneamente pre-significanti, significanti, contro-significanti e post-significanti) e la pragmatica è quella che "consisterebbe in questo: fare il calco delle semiotiche miste nella componente generativa; fare la carta trasformazionale dei regimi, con le loro possibilità di traduzione e di creazione, di gemmazione sui calchi; fare il diagramma delle macchine astratte chiamate in causa a qualsiasi titolo, come potenzialità o come effettive apparizioni; fare il programma dei concatenamenti che distribuiscono l'insieme e permettono al movimento di circolare, con le sue alternative, i suoi salti e le sue mutazioni" (cit.).

Ci rendiamo dunque conto di come la ribellione e la gregarietà siano parte di un complesso processo macchinico in cui operano una molteplicità di macchine astratte (di consistenza, assiomatiche e di surcodificazione, di stratificazione, di deterritorializzazione) ed in cui c'è un'interazione contemporanea fra regimi di segni e pragmatica, che trovano una loro origine innanzittutto nella dimensione socio-politica, e che non sono mai scindibili nettamente.
Credit: Linnea Strid – Look at me, I’m talking to you

Un esempio, che può chiarire in parte il concetto di macchina astratta, è la macchina astratta Grillo-Movimento 5 Stelle nell'attuale panorama politico italiano di cui possiamo individuare le seguenti componenti:

1. è una macchina singolare ed immanente, nel senso che è emersa nel contesto storico e socio-politico tipicamente italiano;

2. è una macchina di deterritorializzazione assoluta, ma ancora di un tipo di deterritorializzazione  negativo e stratico (si oppone allo "status quo", alla "casta", alla macchina Berlusconi, alla macchina Bersani, nega, ma non ha ancora elementi positivi e produttivi) , "che si manifesta nella soggettivazione (ratio et passio) (cit.)";

3. si esprime attraverso una semiotica mista, cioè sia pre-significante (elemento "tribale", rituale), significante (una macchina dispotico-barbarica-paranoica con un capo carismatico), contro-significante (una macchina da guerra che si oppone in quanto tale allo Stato, al Capitale, al Partito, una macchina nomade al tempo stesso delocalizzata sul Web ed itinerante sul territorio) e post-significante (una macchina passionale-autoritaria che produce soggettività, ma anche assoggettamento, linee di fuga radicali e tradimenti);

4. si da' con una pragmatica che miscela le 4 semiotiche sopraccitate, che tende a trasformare  per crearne di nuove (ad es. la democrazia diretta on line) e, nel fare questo, aziona una molteplicità di macchine astratte (da guerra, nomadi, di deterritorializzazione ecc.) che "connettono materie semioticamente non formate con materie fisicamente non formate" (infatti quale è il programma della Macchina Grillo? Esso è piuttosto un diagramma, cioè ancora un "segno-particella" che attende di dividersi in espressioni e contenuti formati), che però genera concatenamenti macchinici reali sia sul Web che sul territorio fisico (l'inorganizzazione desiderante è comunque prevalente sulla struttura organizzativa);

5. è una macchina rizomatica, che si avvale della Rete come suo "strumento naturale" di risonanza e di riproduzione;

6. è una macchina desiderante che fa sgorgare i flussi molecolari repressi dalle organizzazioni molari (Stato, Mercato, Partito), che aggrega gli interessi pre-consci e consci di quel nuovo soggetto biopolitico che Negri ed Hardt chiamano moltitudine, ma di cui non bisogna dimenticare le ambiguità tipiche del livello inconscio di cui è, in definitiva, massima espressione ed in cui c'è, come abbiamo detto, una oscillazione continua fra il polo schizo-nomadico (orientato dalla ribellione) e quello paranoico-segregativo (orientato dalla gregarietà).

La macchina Grillo-M5S, che è una macchina di deterritorializzazione assoluta (ma negativa), può innescare un processo di riterritorializzazione attorno a sé stessa di cui oggi possiamo solo immaginare ipotetici concatenamenti futuri, che però dipenderanno in buona parte dal risultato elettorale imminente.
Credit: Raphael Guarino

Quello che ancora manca, invece, nello scenario socio-politico italiano è la produzione di una macchina astratta di consistenza, cioè una macchina produttiva di un nuovo piano di immanenza (e di un nuovo Corpo senza Organi) sul quale fare ripiegare nuovi codici e territorialità (come potrebbe essere, ad esempio, l'ipotesi del comune e della moltitudine biopolitica di Negri-Hardt).
Non ci è dato ad oggi sapere se questa macchina sia in una fase embrionale di costruzione e quali saranno le sue caratteristiche quando emergerà (perchè, a mio parere, emergerà).

Resta il fatto che, come suggeriscono a più riprese Deleuze e Guattari, bisogna fare sempre attenzione alle linee di fuga di deterritorializzazione assoluta in quanto si ha pur sempre bisogno di forme organizzative e di cooperazione e le linee di fuga sono, lo ribadiamo, sempre bipolari: ossia contengono sia il desiderio di vita che il desiderio di morte e distruzione, che può diventare fine a sé stesso.

Dopo l'esito elettorale, su cui non mi pronuncio e che non mi stupirei che possa riservare sorprese inattese, continueremo il nostro viaggio attorno alle "macchine astratte" e cominceremo, in seguito, a parlare di comune e moltitudine attraversando la filosofia politica di Negri e Hardt.

Buon voto a tutti.

2 commenti:

silvanoassogna@alice.it ha detto...

le cavalle di Parmenide trottano ancora...

Mario Esposito ha detto...

speriamo che non ci siano cavalli di Troia, piuttosto.

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